Il progetto

La Rete ELGBTQI* e delle Organizzazioni Sensibili del Trentino Alto Adige nasce come rete informale nel 2012 per realizzare il progetto dello Sportello LGBTQIA+ dedicato a orientamento sessuale e idenitità di genere, un servizio necessario ieri come oggi per rispondere ai bisogni della comunità del Trentino, e successivamente anche dell’Alto Adige.

L’idea è stata quella di costruire una rete in grado di coinvolgere non solo le organizzazioni prettamente “LGBT”, ma anche tutte quelle che riconoscono l’importanza e il valore dell’inclusione delle persone gay, lesbiche, bisessuali, trans*, queer, intersessuali, asessuali nella comunità. In particolare ci si è focalizzati sull’idea di promuovere il benessere psico-sociale delle persone e della comunità LGBTQI*.

Il concetto di benessere, e la sua promozione, sono stati immaginati come lungo un continuum che va dal contrasto/sostegno al disagio personale-sociale fino alla promozione del benessere relazionale. Premessa necessaria a questa idea di promozione del benessere è l’inclusione, che non è finalità ma criterio che significa il concetto di promozione del benessere proposto come spazio trasformativo per tutta la comunità. L’idea è quella che il benessere di una comunità si misuri attraverso la capacità di includere le persone e comunità oppresse e marginalizzate.

La Rete quindi ha prefigurato come livello d’azione quello individuale (del soggetto-persona), quello dei gruppi primari (in primis la famiglia), fino ai corpi intermedi associativi e la comunità in senso ampio.

Nel periodo nascente, la fine del 2012 fino a maggio 2015, nel frattempo nel novembre 2014 la Rete si è costituita formalmente come associazione di secondo livello, in Trentino e nel resto d’Italia si è vissuto un fermento sociale verso l’affermazione dei diritti delle persone LGBTQIA+ con esisti in chiaroscuro. Nel maggio 2016 si è giunti alla legge 76 che istituisce e regola le unioni civili (la c.d. Legge Cirinnà, L. 76/2016 del 20/05/2016) tra persone dello stesso sesso (così come il riconoscimento di basilari diritti per le coppie di fatto sia eterosessuali sia omosessuali che lo richiedono); obiettivo importante ma non esaustivo rispetto le questioni di famiglia per le persone gay e lesbiche, il cui obiettivo permane il matrimonio egualitario. In Trentino, dopo un lungo e faticoso iter sulla legge di iniziativa popolare per il contrasto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, identità di genere e condizioni di intersessualità, che si è chiuso con l’accantonamento del disegno di legge di sintesi che si era costruito lungo l’iter, si è giunti ad ottenere una mozione definita “contro l’omofobia”, ovvero un atto politico che impegna concretamente la Giunta Provinciale, che recepisce le istanze poste nel disegno di legge originariamente d’iniziativa popolare. Un atto concreto, ma di certo non sufficiente per le aspettative dei 7.000 firmatari della legge d’iniziativa popolare, raccolte sotto l’iniziativa di firmalove.

Oggi la Rete vive quindi una duplice fase, quella di consolidamento della propria mission e delle proprie attività. Lo Sportello LGBTQIA+ si è maggiormente strutturato, è cresciuto l’impegno nella formazione, soprattutto degli operatori della relazione in Trentino e Alto Adige, e la Rete è riuscita a crescere il numero delle organizzazioni associate, oggi gli aderenti sono 16. Accanto a questi consolidamenti in crescendo, la Rete è stata riconosciuta come soggetto “di sintesi” nella comunità tutta per le istanze della comunità LGBTQIA+. E’ il soggetto del privato sociale chiamato a realizzare, insieme all’Assessorato provinciale per le pari opportunità della Provincia A. di Trento, alla Commissione Provinciale per le Pari Opportunità tra Donna e Uomo (Trento), e alla Pubblica Amministrazione provinciale trentina, gli obiettivi della “mozione contro l’omofobia” (mozione n. 126/XV del 10/05/2016).

Ed è in questo spazio di sintesi che la Rete lavora (insieme alle organizzazioni aderenti) per realizzare il pieno riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQIA+ (matrimonio egualitario, diritti delle persone gender variant e intersessuali, contrasto reale alle omofobie, etc) e nel costruire dialogo con quella società civile che comprende che la marginalizzazione e l’esclusione sono impoverimento di tutta la comunità.

Rimane quindi la consapevolezza che il benessere di ciascuno sia un processo complesso, personale e profondamente sociale e comunitario. La Rete pertanto sostiene l’idea di benessere individuale come risorsa per tutt*, che non è possibile immaginare in visioni autarchiche e solipsistiche dello “stare bene”, ma solo negli spazi dell’interdipendenza inclusiva e in relazione ai processi storico e sociali che connotano l’universo-mondo che abita la persona. Benessere è quindi una parola senza forza narrativa e trasformatrice, quindi senza futuro, se privata delle idee che la sostengono quali inclusione, cittadinanza, progettualità e comunità.

Per tanto le finalità statutarie della Rete rimangono attuali, contemporaneamente nodi per le persone LGBTQIA+ e obiettivi di lavoro concreto per tutt*.

 

La finalità prima della rete è quella di promuovere l’inclusione e il benessere delle persone ELGBTI*.

La Rete ha i seguenti scopi:

a)    affermare e promuovere la cultura dei diritti umani anche per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, intersessuali e queer, contrastando i discorsi, il linguaggio e le pratiche d’odio;

b)    affermare il principio di inclusione sociale e di non discriminazione delle persone LGBTQI;

c)    promuovere e sostenere il benessere psico-sociale delle persone e della comunità ELGBTQI;

d)    affermare il diritto alla salute per le persone ELGBTQI;

e)    promuovere e favorire la relazionalità, il dialogo e la progettualità tra quelle organizzazioni, ognuna secondo la propria specificità, impegnate per l’inclusione sociale e nell’affermazione dei diritti umani e civili delle persone e comunità LGBTQI;

f)     affermare il principio di pari opportunità di genere, tra donna e uomo, ivi comprese tutte le situazioni che evidenziano pluri-discriminazioni basate su altre condizioni esistenziali e/o biografiche;

g)    affermare la dignità sociale e giuridica della famiglia in tutte le sue plurali forme, affermando così il diritto alla famiglia per ogni persona, senza discriminazioni basate su sesso, identità di genere e orientamento sessuale e/o altre condizioni personali e sociali;

h)    affermare il diritto alla protezione internazionale e all’asilo politico anche nei casi in cui le persone siano perseguitate nel mondo a cause riferite al sesso, all’orientamento sessuale, al ruolo e all’identità di genere.

i)      affermare il diritto alla pace tra le persone e le comunità, sostenendo i processi tesi a realizzarla;

j)     affermare l’importanza delle relazioni internazionali, sostenendo i processi di cooperazione e solidarietà transfrontaliera, sia in ambito europeo che extraeuropeo;

E’ Possibile sostenere la Rete attraverso erogazioni liberali su questo conto corrente:

IT53 M080 1301 8020 0005 0356 628

Banca: Cassa Rurale di Aldeno e Cadine